Ritorno dal kurdistan

23 MARZO 2015 - 23.26.

Siamo tornati oggi dal kurdistan, è il quinto anno che andiamo come associazione senza paura, ma questo anno aveva un valore in più. La vittoria della resistenza curda a kobane sull isis non è solo una vittoria che riguarda quel territorio perché i partigiani curdi con la loro strenua difesa hanno difeso dei valori universali e , anche se nessuno lo dice, noi occidentali.Noi occidentali, statunitensi ed europei che con le nostre politiche abbiamo creato e chiuso gli occhi davanti all avanzata dell isis e del terrorismo, vero. Abbiamo raccolto tante testimonianze di profughi provenienti da kobane stessa , che nonostante la loro tragedia hanno una forte coscienza della propria identità e sono fortemente intenzionati a ritornare nelle loro terre per ricostruire la loro vita.Diverso e il discorso per gli Ezidi, popolo che ha subito 77 genocidi , quest ultimo ferocissimo soprattutto per le donne e i bambini, che non hanno proprio futuro e loro non vogliono tornare in Iraq perché li non hanno più nulla e soprattutto non vogliono più vivere con chi li ha sterminati.Queste persone sono in campi profughi gestiti dalle municipalità curde e attraverso la solidarietà dei curdi nel campo hanno una situazione dignitosa, il governo turco li ignora rifiutando diritti basilari. La tragedia dei bimbi ,ai quali potevamo soltanto distribuire sorrisi e carezze, sentendoci un po impotenti, è sapere che il loro futuro per ora è in quel campo.il nostro dovere è testimoniare e fare conoscere questa guerra, ma non solo ,fare uscire dalla lista nera il PKK, perché è chiaro che i veri terroristi non sono loro, e la liberazione di ocalan, solo così il processo di pace nel Kurdistan, assieme ud un riconoscimento ufficiale da parti degli Stati democratici del Rojava, può avere un finale positivo

 

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